La tecnologia applicata al mondo legale

18Feb, 2017
Lo scorso 16 Febbraio siamo stati ospiti a Bologna di TIM #WCAP all’interno dell’evento organizzato da Brainstorming Lounge insieme ad altre due start-up attive nel settore Legal Tech per parlare delle opportunità che nascono dall’unione tra tecnologia e conoscenze legali.
Erano presenti nel pubblico anche diversi avvocati, interessati a capire e conoscere lo stato di avanzamento delle tecnologie e le imprese nascenti o già consolidate in ambito Legal Tech.

Pro e contro della tecnologia applicata al mondo legale

Nodi cruciali della discussione sono stati da un lato il capire quale sia la reale propensione del pubblico a fidarsi di questi sistemi automatizzati rinunciando al confronto diretto con un professionista in “carne ed ossa” e dall’altro gli indubbi benefici in termini di velocità e ottimizzazione dei costi portati dall’applicazione delle tecnologie in ambito legale.

E’ evidente che la tecnologia non è (ancora) in grado di sostituire le competenze e l’esperienza di un professionista legale e non lo sarà probabilmente per diversi anni. Quello che oggi è già in grado di fare è svolgere una serie di attività semplici e ripetitive che, se automatizzate, consentono un notevole risparmio di tempo al professionista e di soldi al cliente. Oppure ancora di avere un servizio che consenta di potersi tutelare facilmente in caso di contenzioso.

Il panel di discussione e i moderatori

Oltre a noi di Proofy erano presenti nel panel di discussione anche Lara Clemente (TVLP Institute – California), Andrea Giannangelo (Iubenda) e Tommaso Grotto (Kopjira).

Era presente all’evento anche l’avv. Arlo Canella, esperto in diritto dell’innovazione e della comunicazione d’impresa, managing director dello studio Canella Camaiora che ha deciso di raccontare il suo punto di vista sull’evento in un articolo intitolato “La tecnologia sostituirà anche gli avvocati?”

L’evento è stato moderato da Paolo Tomasone – giornalista – e Antonella Di Maio – Notaio in nomina.

Takeaways: ovvero cosa portiamo a casa da questo evento

Definire quali siano le cose che mi “porto a casa” è un’abitudine imparata in Silicon Valley. Da quest’evento torno con molti spunti e una consapevolezza. Gli spunti sono di diversa natura ma accomunati da una domanda da ripeterci come se fosse un mantra “questa funzione è davvero automatizzabile?
In altre parole: possiamo davvero fare a meno di consultare di volta in volta un buon avvocato? E questa è una buona domanda da farsi su qualunque servizio si pensi di acquistare on-line.
La consapevolezza invece è che il nostro servizio si è sempre proposto come un supporto ai creativi. Lo abbiamo fatto in maniera diretta o attraverso gli avvocati che li rappresentano.

Rendiamo facile ottenere la prova (legale) della data di creazione della propria opera che è un dato solitamente molto difficile da provare con esattezza.

In questi anni di sviluppo e crescita del servizio abbiamo avuto dagli avvocati con cui abbiamo lavorato molte indicazioni e spunti per migliorarci. Siamo convinti di aver creato un servizio tanto semplice quanto efficace per tutelare la creatività.

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